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La Storia

Da dove tutto ebbe inizio: TORINO CITTA' POLISPORTIVA

A differenza di quello che si pensa comunemente le radici del calcio torinese, ma anche nazionali, sono assai più antiche della nascita del Genoa Cricket  & Football Club, la Società attualmente esistente che vanta il nome più antico d’Italia, essendo stato costituito ufficialmente nel 1893 nelle sale del consolato britannico per dare ufficialità ad un circolo che da oltre un anno svolgeva attività sportive, iniziera’ a praticare il foot-ball solo grazie all’arrivo in citta’ del dott. James Spensley che associandosi con una quota di 5 lire iniziò a far praticare il nuovo sport anche a Genova 3 anni dopo.

La Torino polisportiva  attraverso la Reale Società Ginnastica già dal 1844 ha questo motto “Si coltiva un sogno e si respira la storia dello sport” è la Società Sportiva per eccellenza, meglio conosciuta come “palestra Magenta” che ha praticato tutte le discipline e in teoria avrebbe potuto partecipare insieme alla Società Udinese di Ginnastica e Scherma, Palestra Ginnastica Ferrara, Società Ginnastica Velocipedistica Trevigiana, Pio Istituto Turazza e Vittorio Veneto alla “Prima gara nazionale di giuochi ginnasti – campionato nel giuoco del calcio” peccato che quel calcio brillantemente spiegato da Francesco Gabrielli (1857-1899) nel suo “Le origini del calcio in Italia: dalla ginnastica allo sport” fosse diverso da quello poi praticato posteriormente e quindi mai riconosciuto dalla futura F.I.F. divenuta poi F.I.G.C.  ma che continuarono a disputare  sino al 1913. Fu Gabrielli il primo autore a tradurre in italiano le regole della F.A. e a pubblicare un libro per spiegarle applicandole al Concorso Ginnastico di Treviso del 1896 di cui lui fu il sovrintendente ai nuovi giochi.

Una sorta di Foot-ball diverso misto a rugby, vede la luce in Italia nella primavera del 1887 ad opera di Edoardo Bosio, gentiluomo di origini svizzere ma torinese di adozione, non ancora a quel tempo commerciante di articoli ottici e fotografici, ma sportsman molto attivo in città, dedito a molte attività sportive.

In occasione di un suo viaggio di lavoro in Inghilterra alla Thomas Adams per conto dei suoi zii di Sant’Ambrogio di Torino approfondisce la conoscenza di una nuova attività sportiva che già aveva visto praticare in Svizzera da giovanotti di oltre manica.
Al ritorno da Nottingham s’e’ portato un pallone da football, un gioco di maglie rossonere in disuso del Notts Olympic ed insieme a suoi colleghi che si trasferiscono nell’aziende dei parenti per impiantare i telai di pizzi e merletti ritorna a Torino intenzionato a fondare un circolo calcistico.
Con la collaborazione di un gruppo di inglesi dipendenti della ditta Adams di Nottingham, nasce il Foot Ball & Cricket Club Torino, dedito all’alpinismo, cricket e al canottaggio nel periodo estivo, al calcio, con i colori rosso e nero, nel periodo invernale. E’ il primo club in Italia a carattere dilettantistico dedito alla nuova disciplina sportiva. Tra i fondatori del club, oltre a Bosio, troviamo Beaton, Beltrami, Dobbie, Pecco, Savage, Kilpin (futuro fondatore del Milan F.C.) ma che arrivera’ a Torino solo nel 1891) Weber ed altri. La lunga strada del calcio torinese e nazionale è cominciata, grazie alla passione dei pionieri. Non è facile comunque svolgere l’attività perché mancano i terreni idonei e soprattutto mancano le squadre con cui confrontarsi. Nel 1889 si ha una svolta quando viene costituito un nuovo club dai frequentatori del “patinoire” del Valentino, ritrovo della gioventù bene cittadina. La nuova Società assume la denominazione di “Nobili” e ne fanno parte tra gli altri il Duca degli Abruzzi, il Marchese Ferrero di Ventimiglia, il Barone Casana, Nasi, Colongo e altri rappresentanti dell’alto ceto cittadino. La maglia è oro-nera a strisce verticali.
Nasce subito una rivalità con la squadra di Bosio, che termina ben presto perché nel 1891 i due clubs dilettantistici dall’arrivo di Herbert Kilpin decidono di fondersi dando origine alla prima vera società calcistica italiana il “Foot Ball Club Internazionale” con i colori sociali arancio e nero a strisce verticali ma anche bianconero e granata e le regole del Foot-ball Association ormai unificate in Inghilterra dopo le vicissitudini trascorse con rivalita’ tra Sheffield, Nottingham ed Oxford.

La nuova squadra amatoriale inizia una intensa attività di partite amichevoli contro compagini formate da marinai inglesi. Normalmente la formazione è la seguente: Beaton, Kilpin (futuro fuoriclasse del Milan), Dobbie, Lubatti, Schoenbrod (futuro primo presidente del  F.C.Torino), Pecco, Beltrami, Weber, Bosio, Savage, Nasi./Nella primavera del 1893 arriva la grande vittoria contro una forte rappresentativa inglese, capace di generare entusiasmo. 2-1 il risultato finale con reti di Weber e Schoenbrod.

Serve pero’ un’altra squadra per giocarci contro e nel 1894 dalla sezione calcio dei pattinatori del Valentino nasce ufficiosamente una nuova realtà è il Foot-ball Club Torinese sotto la prima presidenza di Ferrero De Gubernatis di Ventimiglia e la supervisione di Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, che 3 anni dopo nella costituzione ufficiale si invertiranno i ruoli.

Da alcuni considerata la seconda squadra dell’Internazionale per via dei giocatori prestati nelle medesime ecco che a quel punto però il gioco del calcio non è più circoscritto alla capitale del Piemonte. Nascono nuove realtà in molte città del settentrione. Possono così essere programmati incontri amichevoli regionali e interregionali.

Nel 1895 viene inaugurato a Torino anche lo sferisterio: è dotato di un muro di centosette metri di lunghezza per un’altezza di dodici metri. L’impianto riesce a catturare un buon numero di spettatori, anche grazie ai gestori che alternano sapientemente partite al tamburello e al pallone elastico. Poche settimane dopo l’inaugurazione, lo sferisterio ospita due grandi partite tra atleti piemontesi e toscani in occasione delle nozze tra il Duca d’Aosta Emanuele Filiberto di Savoia ed Elena di Orleans. Edmondo De Amicis, giornalista de «La Gazzetta del Popolo» era un appassionato di questo altro gioco del pallone, a tal punto da dedicarvi un romanzo, Gli azzurri e i rossi (1897). Lo sferisterio, in seguito intitolato a Edmondo De Amicis, è stato il primo sferisterio dotato di impianto di illuminazione per le gare in notturna.

Nel frattempo grazie alla passione dei protagonisti nasce con sede a Torino la Federazione Italiana del Foot-Ball. Primo presidente è il conte d’Ovidio e segretario il sig. Adolf Jordan. Le Società affiliate cinque.
A quei tempi Il Genoa, rispetto alle altre contendenti, è una squadra di livello tecnico quasi inarrivabile. Viene ricordata per tanto tempo come una impresa al limite dell’impossibile la vittoria conseguita sul campo di Porta Susa dai giocatori torinesi sui liguri, che ancora non indossano la storica maglia rossoblu, ma una camicia bianca, per 1-0 con rete di Savage.
Nel 1898 la Federazione organizza il primo Campionato Italiano. Viene disputato a Torino in una sola giornata. In finale arrivano il Genoa e l’Internazionale Torino. Vincono i liguri per 1-0 dopo i tempi supplementari. L’anno successivo il titolo va ancora al Genoa che batte in finale nuovamente l’Internazionale per 2-0. Questa volta fra le cinque squadre partecipanti c’è anche il F.C. Torinese.

Nel 1900 le due maggiori realta del calcio cittadino (esisteva anche la Società Ginnastica Torino) il F. C. Torinese e l’Internazionale si fondono e visto che il settanta per cento del capitale necessario a creare la nuova Società è apportato dai soci del primo club, la nuova realtà mantiene quel nome e cioè F.C. Torinese.

Il campionato viene ancora una volta vinto dal Genoa per 1-0 sul F.C. Torinese tra grandi contestazioni per due palloni parati in extremis dai portieri. Giudicato gol valido quello del Genoa e non valido quello dei piemontesi. Per la squadra oronera segue un periodo di crisi, con i migliori giocatori che lasciano il club.

Bosio si ritira per fare il dirigente, Kilpin va a fare le fortune del Milan, Savage quelle della Juventus. Si continua con alterna fortuna e tra mille difficoltà. Sono anni difficili sia dal punto di vista finanziario che da quello sportivo con l’onta di vedere i rivali cittadini della Juventus vincere il campionato del 1905. Nel 1906 l’ F.C. Torinese rinuncia a iscriversi al campionato e praticamente si scioglie…/avviene la trasformazione nel F.C. Torino e sappiamo quanto sia stato importante il Torino nel panorama italiano e non solo però dal 6 settembre corrente anno la Torinese 1894 è ritornata.