Herbert Kilpin (Nottingham, 24 gennaio 1870Milano, 22 ottobre 1916)

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Non si puo’ parlare di foot-ball senza citare il nostro Herbert Kilpin, maestro/eroe indiscusso, il vero uomo chiave che seppe come insegnare ed              appassionare le folle a questa nuova disciplina chiamata “Football”. Questo non e’ solo da fonti tramandate è proprio uno dei frutti delle ricerche e dei viaggi del nostro addetto stampa Victor che così racconta:

«Herbert Kilpin nacque a Nottingham, il 24 gennaio di 148 anni fa. Si trasferì a Torino per lavorare con l’amico svizzero, ed italiano d’adozione, Edoardo Bosio, primo pioniere assoluto del football.

Il contributo di Kilpin fu importantissimo visto che da giornali d’epoca possiamo capire che senza il suo apporto e senza le regole ufficiali da lui conosciute, il calcio italiano non sarebbe nato.

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Riuscì a realizzare, tramite la fusione dei due club dilettantistici precedenti ovvero il Football Club & Cricket Torino (1887) e la Nobili Torino (1889), la fondazione della prima squadra amatoriale, l’Internazionale Foot-ball Club Torino che poi fondendosi con la squadra rivale ovvero il Foot-ball Club Torinese (1894) nel 1900 ne abbiamo ereditato storia e origini e non si può che essere fieri di rappresentare una squadra del genere anche se nel frattempo Herbert, trasferitosi a Milano, fu promoter del Milan Foot-Ball and Cricket Club dal     dicembre del 1899.

Il colore delle maglie rossonere del Football Club & Cricket Torino si deve ad Herbert essendo i colori della squadra inglese in cui militava: il Notts Olympic e furono portate in primis a Torino da Edoardo Bosio nel 1887 per concessione dell’amico di Nottingham. Quando Herbert raggiunse l’amico Edoardo a Torino nel 1891 trovò che le due compagini giocavano un gioco più simile al ginnastico che al calcio quindi decise di prendere i migliori giocatori delle prime due compagini F.C.& C e Nobili per rifondare il foot-ball torinese con la prima squadra ufficiale: l’Internazionale Club Torino alzandone il livello da dilettantistico ad amatoriale (che semplicemente significava che si giocava con passione per l’amore del gioco) ed impartendo ai giocatori le regole del Foot-ball Association che è il calcio praticato oggi in Italia ed in tutto il mondo. Scelse per l’occasione di far giocare la nuova compagine coi colori di Nottingham quindi maglie bianconere del Notts County e rosso scuro (quasi granata) del Nottingham Forest che a loro volta scelsero di indossare i colori dello Sheffield Foot-ball Club anche se la prima maglia era a colori arancio e nero, probabilmente le vecchie maglie oronere dei Nobili, nel frattempo sgualcite che erano state portate a Torino da Londra da Bosio prese dalla squadra inglese del Cray Wanderers.

La figura di Kilpin è troppo importante nel panorama storico del football italiano. Ritengo che i tifosi di qualsiasi squadra lo debbano ringraziare perché è stato il vero fautore di questo sport, visto che riuscì a dare quella spinta accattivante che lo portò pian piano a coinvolgere le folle e a fare del calcio lo sport più seguito, a Torino ed in Italia. Ultimamente la figura di Kilpin è stata riscoperta, a Nottingham in suo onore hanno aperto vari pub ed una linea di autobus mentre lo scorso 22 ottobre, nel giorno commemorativo della sua dipartita, avvenuta nel 1916, sono stato invitato a partecipare alla posa di una targa commemorativa nella città della sua nascita. 

A Kilpin, che ha introdotto le regole dell’autentico football britannico, sono stati dedicati di recente libri e film. Fabrizio Turco e Vincenzo Savasta, scrupolosi autori del libro “Il calcio dimenticato”, hanno definito l’opera di Kilpin una «rivoluzione copernicana» per questo sport in Italia. Robert Nieri ha scritto “Il Lord of Milan” e ha co-prodotto un documentario dallo stesso nome insieme a Jared Wilson, dedicato principalmente ai suoi anni milanesi. Fu infatti Kilpin a fondare il Milan Football & Cricket Club nel 1899 e grande merito va al milanese Luigi La Rocca, storico ed appassionato di calcio e del Milan, per essere riuscito a ritrovare la sua tomba e ad ottenere che le sue spoglie fossero inumate al Cimitero            Monumentale di Milano e a riuscire ad onorarlo maggiormente facendo incidere il suo nome nel Famedio con altre insigni personalità milanesi. Nel mio film “Da dove tutto ebbe inizio”, dedicato alle origini del calcio italiano, ho cercato di dare a Kilpin una gloria a tutto tondo, al di là del campanilismo.

Kilpin va amato per essere stato artefice e mito del calcio nelle due città, Torino e Milano.

Fu anche un grande amico di Enrico Canfari, co-fondatore dello Sport Club Juventus insieme al        fratello Eugenio, tanto che lo raggiunse al Milan. Ho chiesto all’ufficio della toponomastica di Torino   di dedicare una targa a lui ma anche ad Edoardo Bosio, al duca degli Abruzzi, ad Adolf Jourdan, a Tom Gordon Savage e ad Adolf Jourdan, sia singola che cumulativa. Se fosse singola avrei pensato ad una targa da apporre proprio in via Po 11 oppure in piazza Solferino 11 dove ci fu la prima sede dell’Internazionale. Possa Torino non dimenticarlo mai!».

 

 

in foto l'addetto stampa Victor Vegan con Helen Stirland 
la pronipote di Herbert Kilpin all'interno del cortile del
 palazzo di via Po 11 che e' stata l'ultima sede dell'Internazionale
 Foot-ball Club Torino e anche sede della Torinese.
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